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Rude Britannia
18 giugno 2010Alcuni paesi si ribellano ai propri politici, altri li sopportano. La Gran Bretagna li prende in giro.
Il famoso humor inglese è il protagonista della mostra intitolata “Rude Britannia, British comic art” presso il Tate Britain, Londra, dal 9 Giugno al 5 Settembre. L’esposizione racconta i 300 anni dello spirito anarchico che ha contribuito alla nascita della satira politica di William Hogarth e di Spitting Image, il famoso puppet show satirico inglese, fino alla pura ad esilarante stupidità di Benny Hill.
Penelope Curtis, direttrice del Tate Britain spiega:
L’esposizione non è strettamente relativa al ‘divertente ah ah ah’. Infatti, sebbene si tratti di scherzi, la mostra focalizza sul fatto che la satira è utilizzata per raggiungere obiettivi non ottenibili in altro modo. Molto spesso un artista comico mette in risalto problematiche, che non possono essere discusse apertamente.
La mostra parte dal diciassettesimo secolo, quando il diffondersi della tipografia ha reso possibile la divulgazione dei fumetti, che ancora oggi si rivolgono irriverentemente a politica, economia e problemi sociali.
Alcune di queste immagini sono eternamente prive di gusto, come l’anonimo “Way to Preferment” (La strada verso la promozione), che mostra un gentiluomo baciare l’enorme sedere di Robert Walpole, generalmente ritenuto il primo Primo Ministro del Regno Unito. Umorismo grossolano che si intreccia alla politica in gran parte delle opere esposte.

The Way to Preferment - Anonimo | Cartolina - Donald McGill
Una delle sei stanze a tema è dedicata all’arte esplicitamente oscena, qui si possono trovare da incisioni che risalgono a 200 anni fa, fino alle cartoline di Donald McGill, i cui personaggi grassocci esprimono doppi sensi che farebbero arrossire anche i lettori dei nostri giorni.
Il punto centrale della mostra è, comunque, la sala dedicata alla politica, che mostra come gli artisti abbiano punzacchiato i politici, a partire da Napoleone Bonaparte fino ad Adolf Hitler e ai ministri Margaret Thatcher e Tony Blair.

